Solo per sempre tua by Louise O’Neill

Solo per sempre tua by Louise O’Neill

autore:Louise O’Neill [O’Neill, Louise]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Fantascienza, Letteratura per ragazzi
ISBN: 9788869661402
editore: Il Castoro Editrice
pubblicato: 2016-05-30T16:00:00+00:00


Capitolo 18

Quando i cupcake sono pronti, li esponiamo sulle alzatine perché casta-ruth e gli Eredi possano esaminare il nostro lavoro.

«Oh, poveri noi, #630», dice casta-ruth prendendo circospetta uno dei miei cupcake con le punte delle dita. «Abbiamo avuto qualche difficoltà, non è vero?»

«Ho seguito il tutorial», dico mestamente. I miei cupcake sono afflosciati al centro e grondano colorante rosso sulla ridicola alzatina dal disegno floreale. Pulisco il banco e osservo megan fare assaggiare a Darwin un po’ del suo cupcake. Cotto alla perfezione, ovviamente.

«Scusatemi, dove state andando?»

Socrates, Abraham e Albert si fermano sulla soglia, la faccia incredula al tono di casta-ruth.

«Non abbiamo voglia di rimanere qui a vederle riordinare», si scrolla nelle spalle Socrates.

«Perché, è un problema?», chiede Albert con il faccione tondo arrossato per il caldo e una scia di marmellata che gli cola fin sul mento.

«No, certo che no.» La faccia di casta-ruth è rossa come quella di Albert. Si inchina scusandosi. Noi eva ci diamo da fare ai lavandini, tutte prese a lavare goffamente le ciotole facendo finta di non accorgerci di niente. Sappiamo che se capisce che abbiamo notato la sua umiliazione, non ce la perdonerà mai.

«Lo immaginavo.» La voce di Albert è sprezzante. «Ci vediamo quando avete finito.» Agita una mano nella disordinata aula Cose di Casa ed esce, seguito dagli altri Eredi che sgraffignano dei cupcake da portare via.

«Volete sbrigarvi?», sbotta casta-ruth dopo che se ne sono andati. «Perché dovete essere tutte così incapaci?» Prende un cucchiaio di legno dalla postazione di miranda e lo esamina prima di sbatterlo giù con uno schiocco secco. miranda sobbalza portandosi la mano al petto: sulle nocche ha un segno triangolare.

«È stato un incidente.» Il sorriso della casta è ferale. «In futuro sta’ più attenta.»

Guardo le finestre sbarrate sopra il mio lavandino rimpiangendo di non potermi rendere invisibile in modo da non provocare un altro “incidente”.

«Lava di nuovo quel cucchiaio. Non capisco come non possiate essere in grado di svolgere un compito così semplice», dice ignorando il fatto che non abbiamo mai lavato i piatti a mano prima d’ora. Dopo i pasti ci limitiamo a buttare le stoviglie sporche nella spazzatura, e quelli nuovi appaiono come per magia nei distributori per il pasto successivo.

Ricordo che una volta – avremo avuto sette anni – isabel, con una smorfia davanti al suo popollo, mi aveva chiesto: «Ma come credi che funzioni tutto quanto?». Lei è sempre stata più curiosa di me, faceva alle caste le domande più coraggiose sull’aspetto dell’Euro-Zona Principale o su qualche indizio su quando gli Eredi, i nostri futuri mariti, sarebbero arrivati per Interagire con noi. E non finiva mai nei guai; la bocca incurvata in un sorriso solare, irradiava talmente tanta gioia che si avvertiva il calore alla sua sola presenza. Le caste la prendevano in giro, le dicevano di non riempire quella bella testolina di pensieri. Lo avrebbe scoperto a suo tempo.

«Come funziona che cosa?», le avevo risposto cercando di trattenermi dal correre al buffet Ciccia per prendermi una fetta di torta.

«Per esempio, guarda un po’ qui», mi aveva detto con pazienza indicando il suo piatto.



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